LA STRABILIANTE AVVENTURA DEL
PROFESSOR DE BRUCHIS
Nell’anno 1912 il professor Carlotto De Bruchis, archeologo di fama mondiale, si trova in Egitto in compagnia del collega dottor Camicia e del giovane studente Rubino per svolgere delle importanti ricerche.
Ma mentre percorrono un impervio sentiero che dovrebbe condurli alla città di Luxor, dove il professore è stato chiamato dal locale governatore per cercare di tradurre un enigmatico papiro rinvenuto in una grotta perduta nel deserto, i tre si imbattono in una scoperta sensazionale che tuttavia dovrà rimanere celata per sempre: un mistero millenario, un terribile segreto che non può e non potrà mai essere rivelato all’umanità.
Ha così inizio una serie di peripezie che, tra amnesie, suggestioni, colpi di scena prodigiosi e fitti misteri, condurrà il lettore a un finale inaspettato e sorprendente.
In seguito al ritrovamento di un romanzo dimenticato da anni su uno scaffale, Giulia Ranieri giovane dipendente di una casa editrice, viene incaricata dal suo direttore di andare a ricercarne l’autore. Il viaggio che farà, risulterà così complesso ed imprevedibile da arrivare a rivoluzionarle la vita.
Victor è attore reale o immaginario di un romanzo volutamente incompiuto? E quale mistero si cela dietro la vita dell’autore del libro che ne racconta le gesta?
“Dove sarà il bandolo della matassa?” si chiede Giulia sconcertata.
Tre storie si svolgono e si intrecciano contemporaneamente in un uno sta
to crescente di suspense fino al termine in cui il tutto fatalmente si ricompone.
genere: ROMANZO
UN PO' DI VICTOR
E’ pensiero comune che l’universo sia regolato da leggi rigorose che ne disciplinano i complessi e molteplici processi. Il sole sorge tutti i giorni a est, i pianeti percorrono all’infinito le loro orbite silenziose, le stelle si accendono al calare della notte di tutte le notti. La vita e la morte si alternano secondo un ormai ben collaudato disegno universale. Generazioni di uomini, animali, vegetali si affannano e si affanneranno per sempre sulla Terra, o chissà dove altro ancora, impegnati a portare a termine un’insignificante esistenza per lasciare infine il campo a coloro che verranno dopo di loro.
Un’armonia perfetta, dunque? Un modello equilibrato e ordinato, di cui l’uomo crede, ormai, di conoscere ogni regola e ogni segreto più remoto?